Esiste un libro che s'intitola COME SMETTERE DI FARSI LE SEGHE MENTALI E VIVERE FELICI, autore Giacobbe. Quando l'ho visto sullo scaffale del supermarket pensavo ad uno scherzo. Poi, impacciata, imbarazzata, ho guardato alle mie spalle e, appena sono rimasta sola, l'ho preso e ho letto qualche riga. Tante belle frasi, tante belle teorie. Non voglio soffermarmi sul fatto che, forse, quel libro ora fa parte della mia grande libreria (forse! Non è certo eh?) ma sul contesto del libro. COME SMETTERE DI FARSI LE SEGHE MENTALI. E' una bella cosa, pensare di vivere serenamente. Mi cresce tra le mani un'energia e mi chiedo se veramente esiste un modo per smettere di farsi questi problemi mentali che derivano solamente da meccanismi inesistenti. La soluzione la si trova quando coesistono, in un attimo, teorie e fatti. La teoria della sega (ma se io faccio così, ma se pensa così, se dico così, se mangio così) e la realtà della vita. Poi, sovviene il problema reale. La sega sparisce. Se hai male ad un dente e vai avanti a Aulin notte e giorno e senti pulsare di dolore la gengiva e vorresti strapparti la mandibola, la sega mentale del "perchè non mi chiama e spegne il telefono di notte" non ti passa per la testa. Forse, chi si fa le seghe mentali, lo fa per la gioia di provare dolore. Quando il dolore esiste davvero, la sega mentale non serve, diventa un surplus. L'uomo è un eterno masochista? O lo fa perchè ha paura della felicità?
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